Detrazione degli interessi passivi del mutuo prima casa

1 Dic 2020 - interessi e tassi, mutui, prima casa, surroga

Detrazione degli interessi passivi del mutuo prima casa

Quando richiedere le detrazioni, cosa serve, quanto si può recuperare, come calcolare gli interessi passivi

Lo sai che puoi recuperare una parte dei soldi del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa richiedendo la detrazione degli interessi passivi? Puoi richiedere il 19% di detrazione Irpef semplicemente compilando appositamente il modello 730, e così riprendere anche le spese legate a istruttoria, perizia, notaio, eccetera.

Che sia un piccolo primo passo verso la propria indipendenza o un grande passo per una famiglia, l’acquisto della prima casa segna sempre un momento epocale nella propria storia personale, e porta con sé un mix di sensazioni adrenaliniche. Purtroppo tra queste ci sono anche quelle relative al mutuo, di cui avresti fatto a meno ben volentieri, ma per fortuna ci sono degli “ammortizzatori” che lo rendono meno traumatico.

Da sapere per la richiesta della detrazione degli interessi passivi

Per ottenere le detrazioni ci sono limiti e regole da rispettare. Vediamoli subito.

a) Per prima cosa, in questo ambito, si parla del mutuo richiesto per l’acquisto della prima casa in cui si ha la residenza anagrafica (fanno fede i registri anagrafici o un’autocertificazione).
Breve distinguo: la “prima casa” spesso coincide con l’abitazione in cui si vive, ma non lo è necessariamente, infatti essa è semplicemente il primo immobile di proprietà acquistato (a particolari agevolazioni fiscali).
– Se il mutuo è stato stipulato dopo l’1 gennaio 2001 è importante che l’immobile sia stato adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto;
– se invece il mutuo è stato contratto tra l’1 gennaio 1993 e il 31 dicembre 2000, la residenza dev’essere stata presa entro 6 mesi dall’acquisto.

b) Il massimo importo recuperabile è di € 760 annui; ovvero il 19% di € 4.000 (come stabilito dalla Legge Finanziaria 2008). Il massimale di € 4.000 riguarda, almeno per il primo anno, sia gli oneri accessori (istruttoria, perizia ecc.) che gli interessi. È la banca stessa a comunicare verso febbraio-marzo quali sono gli interessi che si possono portare in detrazione. L’anno seguente si riceverà dalla banca solo la documentazione degli interessi.

c) I documenti necessari sono i seguenti:
– il contratto di mutuo;
– l’atto di acquisto dell’immobile;
– la certificazione fornita dalla banca sugli interessi (e – per il primo anno – sugli oneri accessori) e la quota residua del mutuo.

d) I suddetti documenti non vanno allegati al modello 730, ma vanno solo conservati per eventuali futuri controlli da parte del fisco. Fa eccezione la certificazione fornita dalla banca.

e) L’immobile oggetto del mutuo non deve rientrare nella categoria immobili di lusso, e deve trovarsi nel Comune dove l’acquirente a residenza.

Cosa avviene se la prima casa è cointestata

Può accadere di avere l’esigenza di acquistare la propria abitazione principale assieme ad un’altra persona: il futuro compagno, la moglie, o di acquistarla per un figlio; può quindi sorgere la necessità di cointestare l’immobile. In questo caso si possono richiedere le detrazioni Irpef?

La risposta è sì. Ciascun proprietario può fruirne, ma unicamente per la propria quota di interessi (quindi per un cifra massima che ammonta al 19% di € 2.000). Nel caso in cui uno dei due fosse fiscalmente a carico dell’altro, entrambe le quote spettano a quest’ultimo.

Cosa avviene se non si può più vivere nella prima casa

Se la prima casa adibita correttamente (entro i tempi previsti) ad abitazione principale non può più essere utilizzata come residenza anagrafica perde direttamente i benefici detrattivi.

Ciò non avviene in caso di:
– ricovero permanente del contribuente in un istituto, a condizione che l’immobile non venga locato;
– in caso di trasferimento della propria dimora per motivi di lavoro, a condizione che l’immobile non venga locato.

Facciamo qualche esempio

A dicembre 2020 Andrea e Carla acquistano insieme l’immobile in cui andranno a vivere. È la loro prima casa e la cointestano.
Devono adibirla ad abitazione principale entro 1 anno, quindi hanno il tempo di effettuare eventuali lavori di ristrutturazione (in questo caso possono dichiararla abitazione anagrafica anche entro 2 anni, comprovandolo con relativa concessione edilizia o da un atto equivalente).

Sia Andrea che Carla possono richiedere la detrazione degli interessi passivi del mutuo (e relativi oneri accessori) tramite i rispettivi modelli 730.

  • Se la loro spesa fosse pari a € 2.500 potrebbero detrarre € 475, ovvero € 237,5 cadauno (19% di 2.500);
  • se invece fosse € 4.500 la detrazione sarebbe di € 760, ovvero € 380 cadauno (19% di 4.000).

Come calcolare gli interessi passivi del mutuo

Essendo l’ammortamento degli interessi passiva a capitale decrescente (ovvero ogni rata ha una quota di interessi passivi diversa dalla precedente), il calcolo degli stessi non è particolarmente semplice; la via più pratica che consigliamo ai non addetti ai lavori è quella di richiedere presso la banca erogatrice del proprio mutuo la certificazione degli interessi passivi versati durante l’anno.

Per calcolare gli interessi da richiedere in detrazione bisogna conoscere il capitale di investimento, il tasso di interesse applicato, e l’arco temporale (espresso in giorni) da voler considerare.

Scopri un altro modo di risparmio sul mutuo

Le detrazioni sul mutuo prima casa sono un utile vantaggio per i contribuenti, ma nel corso del proprio mutuo non va mai trascurata la possibilità di accorciarlo grazie al valido strumento della surroga, che permette di sfruttare l’eventuale aggiornamento dei tassi del mercato, con la conseguenza di ridurre il numero delle rate.

La surroga è gratuita, come previsto dalla Legge Bersani 40/2007, e non comporta alcuna penale o eventuali spese di gestione pratiche accessorie.Con MutuOn puoi commissionare senza alcun costo uno studio di fattibilità per richiederla. In aggiunta, a pratica inoltrata, non pagherai nulla persino qualora la surroga non fosse accettata dall’istituto di credito.


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